Il mercato del gioco d’azzardo in Italia

Il gioco d’azzardo, seppur partito come semplice svago, è negli anni diventato sempre più fonte di problemi economici e familiari, data la vera e propria assuefazione che provoca e il conseguente esborso economico ingente da parte di giocatori di tutte le età e fasce sociali, da persone facoltose ai semplici stipendiati.
I casinò sono sempre più presenti, specialmente nelle grandi città, e nelle sale bingo gira in continuazione il denaro delle pensioni di tutti gli anziani che mensilmente spendono migliaia di euro.
In Italia la presenza di slot machines e video-lottery è sempre più marcata nei vari locali, ma ciò non viene contrastato poiché il gioco d’azzardo copre una parte importante del bilancio nazionale.

Fasce d’età e classe sociale

Uno dei dettagli che più spaventa per quanto riguarda il gioco d’azzardo in Italia riguarda le persone che ne sono dipendenti: questo, infatti, non risparmia nessuno.
Gli affetti da gioco d’azzardo patologico in Italia sono circa un milione e coprono qualsiasi età, dai giovanissimi che spesso non hanno neanche la maggiore età (e quindi giocano illegalmente) fino agli anziani.
Già, perché a quanto sembra una buona fetta dei giocatori ha un età compresa tra i 60 e i 75 anni.
Questo avviene principalmente perché ad una certa età le persone, spesso onesti lavoratori per un’intera vita, tendono a perdere la loro identità sociale in seguito alla pensione.
Complice anche la solitudine, la noia e la mancanza di lucidità di pensiero dovuta all’età avanzata, i pensionati sono una delle fasce più colpite: basti pensare a come le sale bingo siano colme di persone anziane che tentano la fortuna, o per meglio dire, tentano di stabilire un contatto con altre persone tramite il gioco d’azzardo per ovviare alla solitudine, finendo quindi col diventarne dipendenti.
Oltre alle fasce d’età, un altro dato interessante è quello che riguarda la categoria sociale: i giocatori d’azzardo coprono tutte le fasce sociali ed economiche della popolazione.
Non è raro infatti vedere, oltre a persone in una situazione economica stabile fallire, anche persone con una precarietà economica indebitarsi e spesso creare problemi di natura penale per poter ottenere il denaro necessario per scommettere.

I giochi

Il gioco d’azzardo spazia su un’ampia fascia di categorie, dai classici giochi di carte alle scommesse su qualsiasi sport.
Il dominio è tenuto dai Gratta e Vinci, seguiti a ruota da lotterie più corpose come Lotto e Superenalotto.
In seguito troviamo le classiche slot e, solo in seguito, i giochi di carte più disparati.
Tutto ciò escludendo il mondo dello sport e delle scommesse ad esso legate.

I numeri

In molti allora si chiederanno: “Ma se il gioco d’azzardo è una piaga tanto pericolosa, perché lo Stato non fa nulla al riguardo?”.
Semplicemente, lo stato trae enorme guadagno dalle entrate fornite dal gioco.
Non a caso sono sempre più presenti slot machines e video-lottery, che possono essere utilizzate in locali come bar e centri scommesse, punti chiave di raduno dei giocatori patologici.
Il gioco d’azzardo, infatti, frutta allo Stato Italiano qualcosa come 8 miliardi di euro annui, coprendo circa il 5% del PIL e portando l’Italia ad essere il terzo mercato in ambito mondiale del gioco d’azzardo.
Senza poi contare i guadagni delle organizzazioni mafiose col gioco illegale, che porta cifre incalcolabili nelle tasche della malavita.